28/02/13

Jacques Sapir: Le elezioni italiane e l'insostenibile austerità dal volto umano

Il commento di Jacques Sapir sulle nostre elezioni :  la ribellione legittima degli italiani e le scelte della "sinistra"

 


Appena usciti i risultati delle elezioni italiane, i commenti erano all'ordine del giorno. Anche il governo francese si è affrettato a fare una dichiarazione per minimizzare l'importanza di questi risultati. Sarebbe stato meglio se si fosse confrontato direttamente con la realtà, almeno per trarne delle lezioni. Ma si preferisce mantenere un atteggiamento di rifiuto, questa volta con il sostegno di una parte della stampa francese, che non ha fatto altro che cantare le lodi del leader del Pd, Luigi Bersani o del tecnocrate Mario Monti divenuto uomo politico. Sarebbe stato sufficiente uscire dalla bolla di Parigi e guardare la stampa italiana, inglese o americana, per avere un'idea di ciò che era accaduto. Ma si dice che non vi è nessuna realtà al di fuori di quella che alcuni ambienti vogliono raccontare  ... Quindi cerchiamo di dare un'occhiata a queste elezioni e ai loro risultati, e cercare di cogliere i punti importanti.


Il primo punto che emerge da questi risultati è chiaramente l'entità del disconoscimento delle politiche ispirate da Bruxelles e Berlino, ma anche, occorre dire, da Parigi. I partiti che difendono queste politiche hanno rappresentato solo il 40% degli elettori (il PD di sinistra di Bersani il 29,5% e l'alleanza di centro-destra di Mario Monti il 10,5%). I partiti che rifiutano queste politiche, e in realtà rifiutano la logica dell'Euro, hanno conquistato il 54% dei voti (il Pdl di Silvio Berlusconi il 29% e il M5S di Beppe Grillo il 25,4%). Non si poteva immaginare una smentita più graffiante verso coloro che avevano rappresentato il governo Monti come il "salvatore" dell'Italia. La moltiplicazione delle tasse, vissuta come iniqua, i selvaggi tagli di bilancio di cui sono stati vittime gli ospedali, le scuole, ma anche il sistema pensionistico, gli scandalosi ritardi dei pagamenti da parte dello Stato, spiegano in gran parte questa situazione. La stampa francese può divagare quanto vuole sulla "machine" Berlusconi, ma non si può sempre nascondere il fatto che se un politico cacciato via a fischi torna quasi in trionfo, è perché c'è un netto rifiuto della politica dei suoi successori. Inoltre, questo discorso convenzionale non può spiegare il successo del Movimento 5 Stelle (M5S) di Beppe Grillo.

Questo porta al secondo punto importante: l'errore manifesto dei sondaggi e delle stime "Exit polls". Due partiti sono stati "vittime" di questi errori, il PD, accreditato a oltre il 33% e, poi, sceso al 29,5% (circa 4 punti di differenza); e l'alleanza di centro-destra di Mario Monti, accreditata nelle stime al 12% e nella realtà arrivata al 10,5%. Il Pdl di Silvio Berlusconi sembra essere rimasto relativamente stabile. E' quindi il M5S che ha beneficiato di questi errori, essendo accreditato tra il 18% e il 20% e in realtà arrivato a più del 25% dei voti. Va subito detto che queste elezioni sono state le prime elezioni in cui si presentava il M5S. Il compito dei sondaggisti e previsori era quindi più difficile. Ma se si guardano i numeri, e se assumiamo che un certo numero di elettori M5S (1 su 5) non ha voluto dichiarare il proprio voto nei sondaggi "exit polls", questo significa che gli elettori sia di sinistra che del centro destra sono passati al movimento di Beppe Grillo. Questa ipotesi è supportata dalla notevole stabilità tra previsioni e risultati effettivi per il Pdl, che conferma il fatto che Berlusconi è riconosciuto come il leader della sua formazione e il suo discorso è ampiamente accettato dai suoi elettori. Il voto per il PDL non è stato un voto "vergognoso", ma al contrario, un voto chiaramente convinto. Il significato di questo è che dobbiamo cercare soprattutto a sinistra (e secondariamente a centro destra) il vero serbatoio di voti del M5S.

E questo conduce al terzo punto: gli elettori italiani hanno voluto inviare un messaggio e hanno usato a questo fine i mezzi a loro disposizione. Si può dissertare sul sistema elettorale italiano, sicuramente più "bizantino" che romano; si possono fare tutti i commenti possibili e immaginabili sulla retorica degli scandali di Berlusconi e sul "bunga bunga", come su Bepe Grillo. A scapito dei partiti più presentabili, gli italiani hanno votato per coloro che consideravano meno dannosi, vale a dire meno impegnati nella politica mortale dell'austerità e meno soggetti agli ordini e ai dettami di Bruxelles e Berlino. Siamo in presenza di una protesta organizzata più che di un semplice voto "di protesta". Il fatto che il M5S avesse vinto in alcune città in occasione delle ultime elezioni comunali avrebbe dovuto allarmare gli osservatori. Infatti siamo all'inizio di un processo di radicamento del M5S.

Le conseguenze per la coalizione di sinistra che rappresenta il Partito Democratico sono importanti. L'erosione di questo partito negli ultimi sondaggi, e poi nei risultati, è particolarmente importante. Accreditato al 35% meno di un mese prima del voto, finisce al 29,5%. Il problema sta nella posizione insostenibile adottata dal partito: la difesa "l'austerità dal volto umano". Gli italiani hanno capito intuitivamente che di volto umano ce ne sarebbe stato poco e sarebbe rimasta l'austerità. Ma questo pone un problema formidabile alle forze dette "socialdemocratiche" del Sud Europa. Le loro parole non hanno più alcuna credibilità nel quadro economico della zona euro. Bisogna scegliere se adottare un tradizionale discorso di destra oppure spezzare le chimere di una Europa federale, non ci sono più mezze misure possibili.

Arriviamo infine al quarto punto. Queste elezioni sono state, si è detto, una schiacciante sconfitta della tecnocrazia. A questo proposito, ricordiamo quanto detto in una nota sulla questione dell'"ordine democratico", ma anche della dittatura e della tirannia : "L'ordine democratico suggerisce nuove forme di tirannia (le agenzie indipendenti), dà loro un nome specifico (la BCE, la 'troika', la devoluzione della sovranità statale all'Unione europea, senza riguardo alle regole di questa devoluzione), ma mostra anche quelli che potrebbero essere percorsi diversi che non conducono all'usurpazione della sovranità. L'ordinamento democratico consente anche di confutare le illusioni sulla natura tecnica delle scelte politiche e di ridare tutta la sua importanza alla politica stessa. Esso ci permette di pensare alla tirannia e pertanto alla legittima ribellione.'

E' proprio una ribellione legittima ciò a cui abbiamo assistito in queste elezioni. Conviene prenderne coscienza.

23 commenti:

  1. Risposte
    1. Esatto! FUORI DALL'EURO!!!

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  2. Jacques Sapir come pochi altri commentatori esteri coglie i punti salienti della questione. Purtroppo in Italia soffriamo come e più prima delle elezioni la solita disinformazione di regime - le gravissime parole dei leader della SPD sono state riportate frettosolosamente ed in modo incompiuto ieri ed oggi la notizia è completamente sparita, in compenso al TG1 e su Corriere della Sera, Repubblica, ecc. ecc. è ripresa la litania del rispetto degli accordi firmati, della necessità di un governo "stabile" (???) per rassicurare i mercati, addirittura sull'ammiraglia democristiana (come faranno ora i casinisti-casiniani a conservare tutto il potere acquistato durante il governo tecnocratico con solo l'1,8% dei voti???)è stato dato uno spazio incredibile ad un servizio da bruxelles (con la b minuscola, s'intende) dove Monti metteva in guardia dall'affermarsi dei populismi, ecc. ecc. ecc.

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  3. Stiamo cambiando l'Europa!
    "....sul sistema elettorale italiano, sicuramente più "bizantino" che romano;"
    Questa è bellissima!

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  4. Vabbè Dante, c'era da aspettarselo.. e aspettiamoci anche di peggio! Ma non demordiamo ;-)

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  5. Mi sembra chiaro il mandato che hanno ricevuto Grillo e Berlusconi. No alla formazione di un governo dell'euro. No governo, no tasse(andrebbero sempre alle banche tedesche e francesi). Ed ancora, no a nuova votazione e alla riforma della legge elettorale, quella casomai va fatta DOPO. Quando non ci sara' piu' l'euro. Senza un governo andremo benissimo, e solo per il fatto che non ci saranno piu' Monti e Fornero, l'economia non potra' non migliorare perche' la cosa mettera' di buon umore imprese e lavoratori, sempreche' non ci sia un vero governo, ovvio. I btp ce li deve comprare la Bce, senno' alla prima asta invenduta siamo fuori, se ai tedeschi non gli va bene, lo sfascino pure loro l'euro, noi non siamo in grado, abbiamo solo fatto quanto potevano con la geniale trovata della ingovernabilita': resistenza passiva! Secondo me devono tirare a sorte il presidente del consiglio incaricato, escludendo Monti: chiunque sara' estratto sara' sempre meglio di lui, e si dovra' curare dell'ordinaria amministrazione( ricevere i maro', andare dal Papa, curare l'arredamento di palazzo chigi ecc.) SENZA proporre nessuna legge. Beh credo Grillo l'abbia gia' capito, speriamo bene con Berlusconi: non potete tradire il chiaro mandato, no al governo con quelli dell'euro! Stanziale

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  6. Grillo sbarca in Grecia!

    http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=pGxW8d2zWms

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  7. e invece non stiamo cambiando un bel niente:

    http://www.giornalettismo.com/archives/802471/beppe-grillo-non-vuole-uscire-dalleuro/

    chi è sto Gallegati? cioè Grillo ora si affida a un simil Boldrin? i neoeletti in parlamento impareranno l'economia da lui????

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    1. Vero.Grillo, a parte l'intervista Undiemi/Bagnai, ha sempre martellato su debitopubblicobrutto e castacorrotta. Ed ora Galleati se ne esce con un impoverimento del 30% se usciamo dall'euro. Un piccolo sfogo: io mi sarei anche rotto di andare a controllare un dato ogni volta che un giornale, un TG, uno blog di un economista spara una cifra. Ho un lavoro (ancora), non faccio l'economista e pretenderei un informazione seria. E magari, dato il poco tempo a disposizione, mi piacerebbe leggere qualcosa di diverso. Ed invece, numeri in libertà che ti tocca ogni volta controllare .Su Twitter Vittorio Zucconi (sì, proprio il direttore di radio capital e che scrive su Repubblica) le ha prese di santa ragione da Salvo Andolina e Francesco Renzi( Qui lo storify )
      Continuerò a studiare perché in questa fase è doveroso, però, e che cazzo.

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    2. http://www.beppegrillo.it/2013/03/gli_esperti_e_l/index.html

      Questo comunicato di oggi dovrebbe essere di chiarimento in merito...

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    3. Il M5S HA BISOGNO di cooptare la/e giusta/e figura/e che si focalizzino sul tema economico, o meglio, di politica macroeconomica. Perchè la situazione ha accelerato notevolmente, anche in ragione dell'inatteso successo elettorale.

      Risultato inatteso per il vertice del M5S, vertice anch'esso da considerarsi non adeguato alla gestione efficace ed efficiente di una 'compagnia' di parlamentari (e non di un 'plotone').

      Con un plotone fai guerriglia, con una compagnia governi (o comunque reciti un ruolo di governo).

      E per questo compito, imho, il M5S non è preparato.
      Da qui confusione e incertezze.

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    4. Portate pazienza.. date tempo al tempo.
      Dalle elezioni è appena passata meno di una sola settimana.
      Capisco che dopo 30 anni di bugie e malagestione non vediamo l'ora di cambiare l'Italia scalpitando ai blocchi di partenza come cavalli, ma i ragazzi del Movimento sono più preparati di quello che credete.
      Al momento opportuto ve lo dimostreranno ;-)
      Poi ok che Grillo adesso sta cominciando ad esagerare con gli sfottò e le pretattiche.
      Ma alla resa dei conti si faranno vedere.
      I vecchi politici pur di mantenere i loro interessi sarebbero disposti a vendere pure la madre, quindi per adesso l'imperativo è proteggere con tutti i mezzi i cittadini che sono in parlamento.. ed in questo Grillo ha ragione!

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  8. Tranquillo Luca ;-)
    Per adesso l'imperativo è non agitare i mercati. ;-)
    Se ci pensi non ha nessun senso, adesso che non abbiamo neppure un governo o una proposta economica concreta, smuovere le sabbie inutilmente.
    Tanto lassù alla BCE chi doveva capire ha già capito!

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  9. VIA DALL'EURO
    Toni

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  10. http://www.repubblica.it/economia/2013/03/01/news/l_ungheria_di_orban_sfida_l_ue_e_il_fmi_a_rischio_indipendenza_banca_centrale-53645312/

    PER FAVORE MASSACRATE QUESTO ARTICOLO E IL SUO AUTORE!!!!!! I COMMENTI SONO APERTI!

    "Nuova, gravissima sfida di Viktor Orbàn ai principi del mondo libero e alle sue istituzioni economiche e finanziarie, dalla Banca centrale europea al Fondo monetario internazionale. Il premier-autocrate nazionalpopulista ed euroscettico ungherese, nel suo consueto "colloquio settimanale con la nazione" trasmesso in diretta ogni venerdì mattina dal primo canale della radio pubblica, ha annunciato come si attendeva che il nuovo governatore della Magyar Nemzeti Bank (Mnb), la banca centrale, sarà il suo braccio destro Gyorgy Matolcsi, finora discusso ministro dell'Economia criticato e mal visto dagli ambienti ecofinanziari europei e mondiali.

    Matolcsy, che l'opposizione ma anche molti economisti e banchieri occidentali giudicano un pericoloso incompetente e un fautore di politiche economiche piegate al volere del regime, nonché un nazionalista, sostituisce il governatore uscente della Mnb, Andras Simor, il quale al termine dei sei anni di mandato per statuto non poteva ripresentarsi.

    Ma con Simor esce di scena un banchiere centrale apprezzato e stimato in tutto il mondo, da Draghi, da Bernanke, dalla Merkel e da Obama, e soprattutto l'ultimo difensore del principio-chiave della separazione dei poteri, costitutivo di ogni democrazia, e dell'autonomia della Banca centrale. Matolcsy adesso promette che difenderà stabilità dei prezzi e ruolo della Mnb, ma finora da ministro dell'economia

    ha spudoratamente (e servilmente) appoggiato gli ordini del premier-autocrate, il quale ha chiesto più volte di attingere alle riserve dell'istituto per diminuire il debito pubblico, e di obbligare la Mnb ad acquistare titoli sovrani ungheresi....
    ....
    Sempre severissima per i conti allo sbando contro Grecia e Spagna, la Ue tace indifferente contro l'addio di Budapest a trattati e valori costitutivi dell'Europa e del mondo libero. "

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    1. Non so come sono messi politicamente in Ungheria, ma so che culturalmente l'Ungherese medio è sempre stato evoluto.
      Ho una amica Ungherese e dalle loro parti è comune l'idea di vedere l'Euro come una cosa negativa, anche perchè hanno l'esempio di cosa ha portato la stessa nella vicina Slovacchia (di cui ne sono acerrimi rivali) e quindi sono favorevoli a tenersi la loro moneta esattamente come nella Repubblica Ceca.
      Poi sinceramente, non abitandoci, non so dirti se la scelta della poplazione Ungherese è dovuta ad una loro indipendente consapevolezza, oppure ad una campagna denigratoria governativa nei confronti della moneta unica....

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    3. Ce la faremo Jorg, ce la faremo! ;-)
      Un passo alla volta.. la maggioranza della gente ancora non sa.

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    5. Tempo al tempo Jorg, lasciamoli lavorare..
      Lasciamoli organizzare per bene.
      In democrazia (quella vera) è la maggioranza che stabilisce le regole, e una eventuale uscita dall'Euro va per la maggiore all'interno del Movimento. ;-)
      Grillo in questa fase li sta proteggendo; se si fossero schierati da subito sarebbero stati spazzati via dal PUDE nel giro di una settimana.
      Ripeto che alla BCE chi doveva capire ha già capito!

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  11. Grazie Carmen per la traduzione lo avevo già letto e apprezzato in francese, Sapir è Sapir.

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    1. Anch'io apprezzo molto Sapir e lo tengo d'occhio..;)

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