25/05/13

La Francia deve farsi carico dello smantellamento dell’Euro

La seconda parte dell'articolo dei tre economisti europei pubblicato da Bloomberg considera come si potrebbe avviare un percorso di smantellamento e individua la Francia come paese cruciale per l'exit strategy.



Traduzione di Alex
di Brigitte Granville, Hans-Olaf Henkel and Stefan Kawalec - La Francia ha contribuito in modo decisivo alla costruzione  non solo del sistema dell'euro, ma dell'intero progetto europeo.  Di conseguenza ciò ha fatto sì che i leader francesi agissero nel senso di preservare l'euro a tutti i costi.  Costi, che  come abbiamo spiegato nella Parte 1 di questo articolo, sono diventati alquanto insopportabili.  Si rende quindi necessaria una nuova strategia, e nel definirla  il ruolo guida della Francia risulterà  ancora una volta fondamentale.


24/05/13

Salviamo l'Europa: Sciogliamo l'Euro

Un articolo di tre economisti europei pubblicato da Bloomberg considera lo smantellamento dell'euro - o almeno l'uscita dei paesi più forti - non come la fine dell'Europa, ma al contrario come un modo per salvarla



di Brigitte Granville, Hans-Olaf Henkel and Stefan Kawalec
Alla vigilia della guerra civile americana, Abraham Lincoln pronunciò la famosa frase "una casa divisa non può stare in piedi." Oggi, l'Unione Europea - impegnata da decenni alla ricerca di un' "unione sempre più stretta" - deve confrontarsi con una straziante verità. La massima di Lincoln deve essere letta al contrario. Affinché l'UE possa sopravvivere, l'euro si deve sciogliere.

22/05/13

WSJ - Concepire l’inconcepibile: l’abbandono di una valuta!

Un significativo monito dal Wall Street Journal: un regime monetario sembra immutabile, fino al giorno in cui non viene spazzato via!  
(grazie a Leo per la segnalazione)


Traduzione di Alex 
Di Thomas CATAN e Marcus WALKER, Wall Street Journal - La disoccupazione in Spagna ha raggiunto il  27%. I giovani sono in fuga da Portogallo e Irlanda. Un greco su quattro ha difficoltà nel comprarsi da mangiare.

Nonostante lo stato di Depressione, l'Europa non dispone di un piano di emergenza per ridare lavoro alla gente. Nell’ottica della strategia  di uscita dalla crisi dell’Euro, di matrice tedesca, per sfuggire alla crisi dell'euro  gli stati  dell'Europa meridionale devono continuare a tagliare la spesa pubblica, abbassare i salari, limare al ribasso i prezzi  fino a quando saranno di nuovo competitivi.  In base ad alcuni  studi di Goldman Sachs, al ritmo attuale, ci potrebbe volere un decennio o più per completare il processo.


19/05/13

Un prelato Spagnolo esprime timori sul fatto che la crisi dell’euro possa causare una recrudescenza di “odio reciproco” .

Dal Telegraph le preoccupazioni della Chiesa di Spagna, che interviene con aiuti alle famiglie in una situazione sempre più insostenibile. 
(Grazie ad Alex per la traduzione, che gli ha messo a dura prova la pazienza... )




Il primate Cattolico di Spagna auspica un profondo ripensamento sulle politiche europee anticrisi al fine di evitare il collasso sociale, avvertendo che la crescente disoccupazione in Spagna e nel Sud Europa sta diventando molto pericolosa.

17/05/13

Krugman: La teoria dell'austerità di Smith/Klein/Kalecki

Paul Krugman sdogana la Shock Economy di Naomi Klein e tutto quel che dentro di noi già sappiamo - anche  perché lo dicono apertamente:  la crisi, per alcuni,  è una bella opportunità


Noah Smith ha recentemente espresso un interessante punto di vista sui reali motivi per cui le élite sostengono così tanto l'austerità, anche se in pratica non funzionano. Le elites, egli sostiene, vedono le difficoltà economiche come un'opportunità per costringere a delle "riforme" – cioè in sostanza i cambiamenti da loro desiderati, che possano servire o meno a promuovere la crescita economica - e si oppongono a tutte le politiche che potrebbero attenuare la crisi senza rendere necessari questi cambiamenti:

Il mito del contribuente del Nord che paga per salvare i paesi del Sud

Con questo post inizia la collaborazione con vocidallestero di  Constantin Xekalos,  una voce diretta dalla Grecia. Qui un articolo di Reuters Grecia sui veri "costi-benefici" dei salvataggi del Sud!



L’analisi economica pubblicata oggi dalla agenzia di stampa Reuters  riferisce che  i contribuenti del Nord non hanno speso un centesimo per il salvataggio del Sud. Al contrario, i governi di Germania, Finlandia, Austria, Paesi Bassi e Francia RISPARMIANO miliardi grazie al calo dei tassi di interesse sui prestiti. Secondo la società assicurativa Allianz solo la Germania negli anni 2010-2012 ha guadagnato 10,2 miliardi di euro dal calo dei tassi di interesse sui titoli a dieci anni. Tuttavia, come osservato da Reuters, per scopi pre-elettorali ha avanzato l'idea che i lavoratori del nord lavorano duramente perché sono chiamati a pagare gli errori e le follie dei governi del sud. 

13/05/13

Ultime dichiarazioni del solito Schauble: "La BCE non violi i trattati per aiutare l'Italia."


Riporto le fondamentali considerazioni di Orizzonte 48 a proposito delle arroganti e indebite dichiarazioni del ministro tedesco contro il sacrosanto tentativo di dar fiato alle imprese italiane creditrici dello stato, ed evitare così chiusure e insolvenze -  facciamole girare!



...E già qui si parte male: Schauble, esponente governativo tedesco, ha come al solito impunemente violato una delle più importanti norme del Trattato, una di quelle che i tedeschi considerano essenziale, ma evidentemente solo a proprio unilaterale favore:
 
l'art.130 del TFUE: "Nell'esercizio dei poteri e nell'assolvimento dei compiti e dei doveri a loro attribuiti dai trattati e dallo Statuto del SEBC e della BCE, né la Banca centrale europea, né una banca centrale nazionale né un membro dei rispettivi organi decisionali possono sollecitare o accettare istruzioni dalle istituzioni, dagli organi o agli organismi dell'Unione, DAI GOVERNI DEGLI STATI MEMBRI nè da qualsiasi altro organismo. Le istituzioni gli organi e gli organismi dell'Unione, NONCHE' I GOVERNI, DEGLI STATI MEMBRI SI IMPEGNANO A RISPETTARE QUESTO PRINCIPIO E A NON CERCARE DI INFLUENZARE I MEMBRI DEGLI ORGANI DECISIONALI DELLA BANCA CENTRALE..."