18/04/14

La Francia è il Nuovo Calderone della Rivoluzione Euroscettica

A.E. Pritchard sul Telegraph individua la Francia come il gran calderone delle tendenze euroscettiche, e riferisce di una lettera aperta a Renzi su Le Figaro perché guidi un'alleanza latina per l'uscita dall'euro...quella cui hanno dato ampio risalto i nostri giornali...o no?  (mai speranza fu così mal riposta, comunque).



La Gran Bretagna occupa una posizione marginale nel grande dibattito sull'Europa. La  chiave di volta è la Francia, che sta diventando velocemente un calderone dei punti di vista euroscettici/Poujadisti della destra, delle idee keynesiane reflazionistiche anti-UEM della sinistra, uniti alla messa in discussione della saggezza dell'unione monetaria che attraversa l'establishment francese.

17/04/14

138 Anni di Storia Economica mostrano che è l'eccessivo debito privato che provoca le depressioni

Da Washington's Blog  un'analisi storica mostra come l'eccessivo debito privato sia spesso all'origine delle grandi crisi economiche... Basterebbe ricordare la storia per capire che a un certo punto la cancellazione dei debiti diventa necessaria per evitare il crollo.
Grazie a Federico Nero per la segnalazione e la collaborazione nella traduzione di questo lungo brano!




Troppo debito pubblico danneggia l'economia ... ma troppo debito privato la UCCIDE

Premessa : Desideriamo sfatare i miti sia della sinistra che della destra.

Ad esempio, abbiamo più volte sostenuto che il debito e
il deficit pubblico contano. Oltre un certo livello, essi costituiscono un grande peso per l'economia. Cosa che fa incazzare i nostri lettori liberal.

16/04/14

Gli aiuti dell’Unione Europea hanno distrutto il Portogallo

Dopo Irlanda e Grecia, è la russa Pravda a parlarci di ciò che succede al Portogallo, inabissatosi in una crisi demografica senza precedenti indotta dalla crisi economica e dagli "aiuti" della Troika. C'è una certa ironia nel fatto che tra i pochi a parlarci di questa ennesima catastrofe, scomparsa dai radar dei nostri media liberi, ci sia quello che fino a due decenni fa la voce popolare indicava come il "megafono del potere" sovietico...

 
Traduzione di Sa1nt_Simon
Il Portogallo, membro dell'Unione europea dal 1986, sta rapidamente perdendo la sua popolazione a causa dell'emigrazione significativa. In termini di indicatori economici, il Portogallo si avvicina al livello dei paesi meno sviluppati dell’Europa orientale. Il declino è diventato particolarmente rapido tre anni fa, quando il Portogallo ha cominciato a ricevere assistenza finanziaria da parte dell'Unione europea. Non è una strana coincidenza?

Telegraph: L’Ungheria sta diventando il motivo più importante per cui dovremmo uscire dall’Unione Europea

Dal suo Blog sul Telegraph, Ambrose Evans Pritchard osserva come la UE, con le sue politiche sbagliate, abbia costretto le economie dei paesi dell'Est in una trappola di bassa crescita, favorendo l'ascesa di partiti fascisti. E ci invita a distinguere all'interno di quella generica "estrema destra" a cui si rifanno i media per denigrare il nazionalismo e il sovranismo degli euroscettici.


traduzione di @Sa1nt-Simon

Messi assieme, i nazionalisti revanscisti di vario tipo hanno appena ottenuto il 65% dei voti nell’Ungheria post-democratica. Il partito Jobbik, con l’esca della mistica anti-ebraica, ha aumentato la sua quota di voti al 20%, e non ci sono dubbi che vedremo crescere i raduni della Magyar Garda (la Guardia Magiara, organizzazione di estrema destra legata a Jobbik) e la nostalgia delle Croci Frecciate.

15/04/14

L’Europa Ha Sottoposto il Popolo Greco a un Esperimento Crudele

Dalle colonne del Telegraph, Ambrose Evans-Pritchard fa il punto sulla situazione greca. Il ritorno sul mercato dei bond è uno specchietto per le allodole: la situazione del paese è drammatica, la Grecia è stata la vittima sacrificale sull’altare della moneta unica e avrebbe retto molto meglio all’urto della crisi se avesse potuto immediatamente sganciarsi dall’euro.
Qui al minuto 55' l'anteprima del toccante documentario "La Grecia, il più grande successo dell'euro", che rende molto bene l'idea della situazione del paese oggi.



La vendita trionfante delle obbligazioni Greche a cinque anni a fondi internazionali (1/3) e investitori globali – metà dei quali con sede a Londra – ci dice molto sullo stato mentale ed emotivo degli investitori.


Ci dice invece molto poco sullo stato dell'economia greca o della società greca. Non è certamente la prova che la Grecia sia tranquillamente fuori dai guai. Ed è ancor meno una conferma delle politiche della Troika UE/FMI, un fallimento epico che verrà studiato nelle scuole negli anni a venire.

13/04/14

I "paesi normali" dell’Eurozona non esportano il proprio popolo

Da Irish Left Review un'analisi dei dati sulla disoccupazione in Irlanda ci mostra come in realtà siano i giovani che abbandonano il proprio paese a fare artificialmente scendere il tasso di disoccupazione: e questa la chiamano "normalità"...



Traduzione di Sa1nt_Simon
Il Live Register [è un indicatore a cura dell’Ufficio Centrale di Statistica irlandese che registra mensilmente il numero di coloro che fanno richiesta del sussidio di disoccupazione, ndT] è sceso sotto 400.000 – la prima volta dal maggio 2009. Mentre il Live Register non è una misura ufficiale, il tasso di disoccupazione aggiustato stagionalmente indica la disoccupazione all’11.9%. Il nostro tasso di disoccupazione è ora sotto la media dell’Eurozona. Questo ha portato il Ministero per la Protezione Sociale a dichiarare:
Il Ministro dalla Protezione Sociale Joan Burton ha detto che i dati sono incoraggianti e segnalano il ritorno dell’Irlanda allo stato di “normale paese dell’Eurozona”


12/04/14

Ma comunque, cos’è che può fare la BCE?

Frances Coppola, questa volta su Forbes, torna a intervenire sul potere della BCE nella crisi dell’euro. Per il momento le parole di Draghi sono servite a tenere a bada i mercati, ma presto potrebbe essere necessaria un’azione vera. E in questo caso, la strada per un'azione efficace ma politicamente accettabile è molto tortuosa. Secondo la Coppola, in realtà la BCE potrà fare ben poco per raddrizzare la situazione.
 
Non urinare. L’edificio non è stabile come sembra.
 
La BCE non farà il QE, né qualsiasi altra forma di allentamento monetario, al momento. Ma ne stanno parlando. E, al momento, sembra che parlarne sia sufficiente. L’euro si rivaluta e i tassi sui bond si abbassano, perfino per la Grecia (che questa settimana sta coraggiosamente provando a tornare sul mercato dei capitali). Le borse europee sono sotto pressione   per la crisi ucraina. Niente di nuovo sotto il sole.