29/10/14

Martin Wolf: Le Riforme non Possono Essere una Soluzione per l'Eurozona

Il coro unanime dei politici, amplificato dai media,  predica la necessità che in Italia si vada a fondo finalmente senza più esitazioni sulle necessarie riforme strutturali, per far ripartire la crescita. Ma  in un editoriale sul Financial Times (di cui riportiamo ampi stralci),  Martin Wolf mette in discussione che le tanto decantate riforme possano veramente essere efficaci per far ripartire l'economia. L'esperienza tedesca infatti dimostra che le riforme Hartz  non hanno spinto affatto la domanda interna e che la crescita in Germania è venuta dalla domanda estera. Il modello che ha funzionato in Germania non è certamente ripronibile per tutta l'eurozona. 



di Martin Wolf, 21 Ottobre 2014

"Una politica che può funzionare per la Germania da sola non può funzionare per una economia tre volte più grande
Le politiche della zona euro possono portare a una robusta ripresa? La mia risposta è: no. E dal momento che nel 2013 la zona euro generava il 17 per cento della produzione mondiale (a prezzi di mercato), la risposta è significativa a livello globale.

28/10/14

Munchau: la stagnazione dell'Eurozona è una minaccia maggiore del debito

Sul FT, Munchau sostiene che le recenti giravolte dei mercati non siano dovute al riaccendersi della paura della crisi del debito nell'eurozona, ma a quella ben più grave della stagnazione secolare, ovvero la crisi permanente da domanda aggregata mondiale debole. E al centro di tale paura c'è proprio l'eurozona, che ormai in deflazione sta diventando il motore di questo scenario. Alla fine, dice Munchau, la scelta dei politici europei sarà tra tre opzioni: l'unione politica, la depressione e la rottura dell'euro. E se la prima è impossibile, le altre due potrebbero anche verificarsi in successione.


Wolfgang Munchau, 19 ottobre 2014
 
Sarebbe sbagliato pensare che le giravolte del mercato globale della scorsa settimana segnalino un ritorno della crisi del debito della zona euro. Lo spread sui titoli sovrani nella zona euro non si è mosso di molto, tranne che in Grecia

AEP: La ripresa trainata dalle esportazioni della Spagna ha un caro prezzo

Mentre i nostri media plaudono alla Spagna sulla mitica via della ripresa, Ambrose Evans-Pritchard del Telegraph osserva come il boom dalle esportazioni lasci dei grossi punti interrogativi sul reale stato di salute dell'economia spagnola: il ricatto della disoccupazione ha costretto i lavoratori ad accettare condizioni di lavoro post-umane, la ripresa guidata dalle esportazioni non avvantaggia i più colpiti dalla crisi, e inoltre sta già svanendo...

 
 

di Ambrose Evans-Pritchard, 25 Ottobre 2014

L'industria automobilistica spagnola è tornata in vita, salvata dai drastici tagli salariali che vanno a trasformare la caratteristica sociale dell'Europa. 

Questo mese, per la prima volta in un decennio, il gruppo francese Renault ha riavviato i turni di notte allo stabilimento di Valladolid in seguito alla forte ripresa della domanda per la sua sgargiante bi-tonale Captur, in gran parte soprattutto dalla Corea del Sud. 

27/10/14

Stress Test: un'altra operazione di copertura sulle banche dell'eurozona

Da Philippe Legrain un commento conciso e diretto sul teatrino degli stress test bancari, che sottolinea da un lato la mancanza di indipendenza del supervisore europeo che si pretendeva dovesse garantire dalla partigianeria dei supervisori nazionali,  e dall'altro l'assurdità di non considerare uno scenario di deflazione, già presente in molti paesi. Insomma un'operazione fasulla e di copertura,  un'altra volta...
   
 
di Philippe Legrain, 26 ottobre 2014  

La valutazione "globale" della salute delle banche della zona euro - l'asset quality review (AQR) così tanto attesa della BCE sulle banche della zona euro e gli ultimi stress test della European Banking Authority (EBA) - concludono che le banche della zona euro avevano un deficit di capitale di soli 24,6 € miliardi a fine 2013 e al momento di solo € 9,5 miliardi. Questo è ridicolmente troppo ottimistico. Valutazioni indipendenti, per esempio del Professor Viral Acharya della Stern School of Business della New York University e di Sascha Steffen della European School of Management and Technology, riportano cifre molto più grandi.

26/10/14

Le Falsità della Propaganda Eurista: il Video-Spot della Treccani.

La stimata Enciclopedia Italiana Treccani usa il peso del suo prestigio e della sua reputazione per diffondere delle vergognose falsità in una materia che le è estranea. Sul Treccani Channel compare infatti un video di Lorenzo Bini Smaghi in cui l'economista si produce in una sequela impressionante di luoghi comuni e falsità (facilmente dimostrabili) per propagandare l'irreversibilità dell'euro! Un vero spot pubblicitario assolutamente inadeguato al livello culturale e scientifico che la stimata enciclopedia dovrebbe assicurare... farebbe senz'altro meglio a continuare a occuparsi della lingua italiana! 
 
 
Bini Smaghi parte con l'agitare lo spauracchio dell'inflazione, che prima dell'euro avrebbe flagellato i risparmi delle famiglie italiane, e lamenta come le continue svalutazioni avrebbero provocato guadagni effimeri di competitività portando negli anni '80-'90 addirittura allo smantellamento di gran parte dell'industria italiana...

24/10/14

La visione tedesca della crisi dell'euro

Sul suo sito Credit Writedowns, l’economista internazionale Edward Harrison analizza la crisi dell’euro in una prospettiva tedesca. L’atteggiamento intransigente tedesco è dovuto ai timori per le proprie finanze traballanti alla luce di una tendenza demografica molto preoccupante. L’impossibilità di conciliare le diverse esigenze dei paesi costringerà l’Europa a un costante declino, fino al verificarsi di  eventi traumatici, come la rottura dell’unione monetaria. A quel punto sarà forse possibile trovare un nuovo paradigma di sviluppo economico e politico europeo.

di Edward Harrison,  23 Ottobre 2014
I tedeschi sono entrati nell’eurozona per il desiderio di aumentare l’integrazione europea e di rinforzare l’Europa come area economica in concorrenza con gli Stati Uniti. Nonostante questo, siamo in un momento storico in cui la Germania viene accusata di tutte le cose che non vanno bene dell’euro. Penso che i tedeschi si meritino parte delle accuse ma non tutte, e voglio spiegare brevemente perché. Considerate questo scritto come un’aggiunta a quello dell’altro Edward pubblicato prima di questo, ma dal mio personale punto di vista pro-tedesco.

La proposta sul debito di Alberto Montero Soler adottata da Podemos

Dal Blog del prof.  Alberto Montero Soler, una proposta di revisione e ristrutturazione del debito spagnolo che secondo l'economista dovrà necessariamente accompagnare il paese nel suo percorso di uscita dall'eurocrisi e di riconquista della sovranità. La proposta è stata adottata dal nuovo movimento di opposizione Podemos.  Via Kappa di Picche

di Alberto Montero Soler, 20 Ottobre 2014
Questo fine settimana si è svolta l’Assemblea di Podemos a Madrid dove, assieme alla discussione del modello di partito da decidersi con un voto dei sostenitori in questa settimana, si dovevano anche adottare cinque linee di programma per la azione politica del partito, tutte democraticamente decise dagli stessi sostenitori.

Giorni prima, insieme ai miei colleghi Bibiana Medialdea e Nacho Alvarez, preparammo una risoluzione sulla revisione e ristrutturazione del debito che abbiamo avuto l’onore di avere approvata al quinto posto, con quasi il 23% dei voti, dopo quelle sulla pubblica istruzione, la lotta alla corruzione, la difesa della casa come diritto e la difesa della sanità pubblica.