16/09/14

Krugman: Il Replay degli Anni '30 al Rallentatore

Da Krugman sul New York Times un avvertimento sulla piega che potrebbe prendere la crisi dell'eurozona, che giunta al suo sesto anno si dimostra peggiore della Grande Depressione degli anni '30, procedendo al rallentatore anche dal lato della politica


Quando la crisi del 2008 ha colpito, chiunque conoscesse anche solo un po' di storia ha avuto incubi su un replay degli Anni '30 - non solo per la profondità della depressione, ma anche per la spirale politica discendente verso la dittatura e la guerra. Ma questa volta era diverso: la crisi bancaria è stata contenuta, la caduta della produzione e dell'occupazione è stata livellata, e la cultura politica democratica dell'Europa moderna si è dimostrata più resistente di quella degli anni tra le due guerre. Tutto chiaro! 

15/09/14

Il problema non è il debito pubblico — è il debito privato

Su “The Atlantic” Richard Vague conferma che tutte le discussioni sul debito pubblico sono fumo negli occhi: tutte le recenti crisi finanziarie hanno avuto origine nel settore privato, come è molto facile dimostrare. Ma sui media mainstream di questo è vietato parlare, meglio continuare a rispondere alla domanda sbagliata.

L’ex capo della Fed Alan Greenspan, discutendo sulla crisi finanziaria del 2008, ha scritto che “le bolle finanziarie capitano di tanto in tanto, e di solito con poco o nessun preavviso".

Questa frase è a dir poco fuorviante. Il collasso del 2008 si poteva prevedere. Più in generale, le più grandi crisi finanziarie di questo tipo possono essere previste con buon anticipo – e prevenute, se sai dove andare a guardare. Infatti, c’è un sistema piuttosto semplice per predire queste crisi con un alto grado di affidabilità. E questo sistema suggerisce che l’economia mondiale è in pericolo più di quanto si pensi.

14/09/14

La FED di Janet Yellen è più rivoluzionaria di quanto sia mai stata quella di Ben Bernanke

Prima donna presidente della FED, la Yellen non è affatto un'outsider del sistema politico ed economico USA, ma ha una peculiarità: è keynesiana, allieva di Tobin e Stiglitz.
Da Quartz.com un'analisi del suo mandato, che  focalizza l'attenzione sull'occupazione e sta riportando nel dibattito economico a stelle e strisce concetti spariti dai monitor come "aumento dei salari" e (perdonate l'ardire) "curva di Phillips". 



Articolo tratto da Quartz.com

Per essere una disciplina che pretende di misurare se le persone stiano meglio o peggio, l'economia produce una quantità incredibile di dati inutili.

Previsioni spesso riviste di tassi annualizzati di crescita del PIL. Aggiornamenti mensili sugli ordini di beni strumentali non militari, esclusi gli aeromobili. Bilance delle partite correnti. Prestiti commerciali e industriali. Tassi di utilizzo della capacità produttiva.

12/09/14

De Grauwe: Con la Sterlina, Nessuna Indipendenza per la Scozia

Anche De Grauwe* si pone lo stesso dubbio che molti di noi si pongono: perché mai i fautori dell'indipendenza scozzese vogliono mantenere la sterlina? Come insegna l'eurozona, dove una troika di stranieri percorre i paesi in crisi dettando condizioni, non si ha indipendenza senza sovranità monetaria.
  
  
Il desiderio di una nazione di essere indipendente è assolutamente rispettabile. Se gli scozzesi decidono col referendum di fare il passo verso l'indipendenza, c'è ben poco che uno straniero come me possa obiettare. Ma quel che mi sorprende è che i sostenitori del SI uniscano il loro desiderio di indipendenza al desiderio di mantenere la sterlina come moneta per la loro futura nazione. Sicuramente, come vi dirà chiunque abbia studiato il funzionamento delle unioni monetarie, il mantenimento della sterlina limiterebbe fortemente l'indipendenza della nuova nazione scozzese.

Molto EURO per Nulla

Sul suo blog Steve Keen sfata ancora il mito del "moltiplicatore monetario", con una spiegazione pratica e chiarissima. La conseguenza è ovvia: le mosse della BCE potranno fare ben poco per risolvere l'ormai gravissima crisi dell'eurozona.

Ti sei appena fatto il caffè, e ti rendi conto con orrore che il fornello sta incendiando l’intera cucina. Ecco che prendi provvedimenti decisivi: versi il caffè per terra.
 
Questo è il vero impatto che avrà l’ultimo tentativo della Banca Centrale Europea di rivitalizzare l’economia europea, che consiste nel tagliare i tassi di un impressionante 0,1% (da 0,15% a 0,05%) e di aumentare i tassi negativi imposti sulle riserve bancarie da un consistente -0,1% a un gigantesco -0,2%.

11/09/14

Krugman: Il Feticcio Strutturale

Sul suo blog il Nobel Paul Krugman ridicolizza per l’ennesima  volta la presunta cura di tutti i mali: le “riforme strutturali”. I paesi come la Spagna che le avrebbero attuate, in realtà non hanno fatto altro che massacrare i propri lavoratori. Di conseguenza, la disoccupazione è esplosa e solo recentemente la Spagna ha mostrato segni di una debolissima e fragile stabilizzazione.
  
  
Il Financial Times ha pubblicato un articolo piuttosto valido sulla dottrina emergente detta “Draghinomics”, che sembra molto simile alla Blanchardnomics, la quale è a sua volta simile alla Krugmanomics – ehi, abbiamo tutti studiato macroeconomia al MIT a metà degli anni '70. Ma sono rimasto colpito da questo passaggio:

10/09/14

The Economist: La Sorprendente Ascesa di Alternativa per la Germania

The Economist racconta le ultime evoluzioni politiche in Sassonia e in altri Stati tedeschi, dove l'euroscetticismo si sta affermando a destra, con Alternativa per la Germania, dopo essersi già insinuato a sinistra con Die Linke.


The Economist - Dresda, 06 settembre 2014

Fin dalla riunificazione del 1990, la Sassonia è stata la più grande storia di successo della ex Germania delll’Est.  Diventando da allora uno dei 16 stati federali della Germania, essa è stata governata ininterrottamente dal centro-destra Cristiano-Democratico (CDU). Il suo sistema educativo è considerato il migliore della Germania. La sua economia è fiorente, con distretti regionali di livello globale nell’high-tech e nella produzione di automobili. Perciò non è mai stato in dubbio che Stanislaw Tillich, il sobrio e popolare premier della Sassonia, del CDU, sarebbe rimasto in carica dopo le elezioni locali del 31 agosto. Il suo partito ha guadagnato più voti che i tre partiti di sinistra messi insieme. Con il 39,4% dei voti, Tillich ha ottenuto la vittoria.